Lei

Lei è ciò che di bello c’è nella mia vita.
Non sarebbe lo stesso senza la sua voglia di sperimentare;
non sarebbe lo stesso senza la sua precisione anche nelle piccole cose;
non sarebbe lo stesso senza la sua passione, la sua gentilezza, i suoi versi di soddisfazione quando mangia un cibo che le piace.
Lei ieri è diventata grande, ufficialmente. Quel 2 davanti non le apparteneva più, nonostante il viso giovane e lo spirito libero. Lei mi ha fatto riscoprire ciò che di bello c’è nella mia vita.

Nuvole

Vorrei tornare a scrivere. Come quando ero ragazzina, come quando non avevo nulla da dire ma avevo tutto già scritto. I pensieri si componevano nella mente, come un banco di nubi che, sospinto dal vento, rincorre il cielo. Così come il temporale, le mie lettere comparivano sullo schermo scaricando la pressione dell’aria, della mente, dell’anima.

E il cielo tornava sereno.

E la mente tornava libera.

E l’anima tornava pura.

18-10-2019/18-10-2020

Oggi è un anno che non ci parliamo… Un anno intero in cui l’uno non sa nulla dell’altra. Ogni tanto ti penso ancora, sai? Come se fossi un frammento di cristallo incastrato in una vecchia roccia, in un paesaggio deserto, così sei incastrato nei miei ricordi più profondi.. Mi chiedo come stai, a che punto è la tua vita, se hai realizzato qualche sogno nel cassetto. Nella mia mente esisti ancora, sei un grosso rimpianto, un enorme rimpianto di cristallo che mi ricorda tutti i fallimenti che ho collezionato. Ogni tanto sogno di vederti, per caso, fra le strade di Roma, e quasi non riconoscerti. Sogno di incrociare il tuo sguardo nei vicoli, sempre per caso, cercando nei tuoi occhi qualcosa che non c’è. Il sollievo, la chiusura del cerchio, il futuro. Ma forse è così che deve rimanere fra di noi, una storia senza fine. Sì, perché non ci meritiamo una fine, non ci meritiamo di risolvere i nostri ricordi, ci meritiamo di restare appesi nei nostri sbagli da adolescenti, come in un’eterna serie tv. Chissà se fra 10 anni ci penserò ancora, a te.

X*

È inutile aggrapparsi ad un ricordo, perché esso non può tornare. È inutile torturare la mente con le immagino del tuo viso, quando so che non lo rivedrò mai più.

Avrei voluto dedicare più tempo al nostro addio, sono stata frettolosa lo ammetto. Avrei voluto vedere i tuoi occhi blu un’ultima volta, accarezzare i tuoi capelli arruffati e sapere che quella sarebbe stata l’ultima.

E quando mi capita di pensarti oggi, dopo 7 mesi dal tuo ultimo messaggio, ancora penso che la nostra amicizia sarebbe potuta andare diversamente, che un giorno avremo l’occasione di sistemare tutto e ricominciare da persone mature.

La verità, mio caro, è che non accadrà mai. La verità è che per ogni messaggio che non ti invio un pezzo di ricordo svanisce nel nulla della tua mente annebbiata.

La verità, Elia, è che mi manchi, ma di una mancanza irreale, illusoria, puramente ipotetica. Mi manca la possibilità di poter essere, che è di fatto un sogno, un non-agito, un nulla.

Mi manca quindi il nulla?

Gelosie

Bergson diceva che esistono due tipi di tempo: il tempo cronologico, scandito dagli orologi e il tempo della vita, quello che Heidegger chiamerebbe dasein, l’esserci, e che si spiega nella bizzarra dilatazione del tempo percepito per cui un evento piacevole può sembrare durare un attimo o un’eternità. Ebbene, il tempo in realtà non si può comandare, bloccare, invertire. Una volta che hai speso tempo con qualcosa, qualcuno, esso non torna indietro, nessuno può farlo tornare indietro. E quando due oggetti in cui hai investito del tempo sono in disparità, per cui uno domina l’altro, il tempo che impieghi per sanare la distanza fra il secondo è doppio rispetto al tempo impiegato con il primo. Perciò l’uomo vive nella costante rincorsa del tempo mancato, dello spazio vuoto, del momento in cui tutto è scivolato via nel dopo. Il presente non esiste, continua il filosofo, ma è solo uno spazio fittizio fra il passato e il futuro. Dunque chi siamo noi, se ci muoviamo nel tempo senza dominarlo, se sprechiamo presenti che diventano passati e passati che non saranno mai futuri?

La coppia

Fase 1: idealizzazione. Tu sei la persona perfetta per me, non hai difetti, sei tutto ciò che volevo e ho sempre voluto. Non puoi farmi soffrire.

Fase 2: identificazione. Sai, forse è vero che sei perfetta per me, ma quella cosina proprio non la sopporto, non è grave eh, ti amo lo stesso. Però ecco, risolvila. Anzi, vedi di fare in fretta che mi dà proprio fastidio.

Fase 3: interdipendenza. Ci sono cose di te che non sopporto, ma il modo in cui me le spieghi mi rende più facile comprenderle, o quando meno mi ci impegno. Adoro sentirti parlare, confrontarci. Adesso so che ti amo davvero.

Non è importante dove ti trovi o dove pensi di trovarti, non sei mai al sicuro.

Stabili

Rimasti ragazzini siamo cresciuti, dalle nostre bocche maturità ed erotismo. Parlare non è mai stato facile per noi, irrita spaventa disturba. Dopo due birre hai pure cantato, parlato di te e di voi, io di me e di lei. Rimasti ragazzini siamo cresciuti, entrambi sregolatamente stabili.

Bolla

Tutti vanno avanti e io mi sento come bloccata, mi guardo attorno e ogni cosa cambia sotto il mio sguardo. Ho raggiunto obiettivi che ora mi sembrano vuoti, come se non fossero mai esistiti. Ho bisogno di staccare sono in sovraccarico e non ho neanche ancora incominciato. Troppe novità, sapevo che le avrei pagate. Persone vecchie che fanno cose nuove, persone nuove che fanno cose vecchie.

Adattamento.