La coppia

Fase 1: idealizzazione. Tu sei la persona perfetta per me, non hai difetti, sei tutto ciò che volevo e ho sempre voluto. Non puoi farmi soffrire.

Fase 2: identificazione. Sai, forse è vero che sei perfetta per me, ma quella cosina proprio non la sopporto, non è grave eh, ti amo lo stesso. Però ecco, risolvila. Anzi, vedi di fare in fretta che mi dà proprio fastidio.

Fase 3: interdipendenza. Ci sono cose di te che non sopporto, ma il modo in cui me le spieghi mi rende più facile comprenderle, o quando meno mi ci impegno. Adoro sentirti parlare, confrontarci. Adesso so che ti amo davvero.

Non è importante dove ti trovi o dove pensi di trovarti, non sei mai al sicuro.

Stabili

Rimasti ragazzini siamo cresciuti, dalle nostre bocche maturità ed erotismo. Parlare non è mai stato facile per noi, irrita spaventa disturba. Dopo due birre hai pure cantato, parlato di te e di voi, io di me e di lei. Rimasti ragazzini siamo cresciuti, entrambi sregolatamente stabili.

Bolla

Tutti vanno avanti e io mi sento come bloccata, mi guardo attorno e ogni cosa cambia sotto il mio sguardo. Ho raggiunto obiettivi che ora mi sembrano vuoti, come se non fossero mai esistiti. Ho bisogno di staccare sono in sovraccarico e non ho neanche ancora incominciato. Troppe novità, sapevo che le avrei pagate. Persone vecchie che fanno cose nuove, persone nuove che fanno cose vecchie.

Adattamento.

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“Abbiamo usato tutta la felicità? Non hai mai paura di questo? Che non ce ne sia più? È come avere un tot di felicità che deve durare tutta la vita e tu la consumi. Pensi che sia così?”

Eppure

Spesso ti chiedi se ciò che dai ti tornerà indietro, un giorno. Se la comprensione che mostri verso gli altri, l’attenzione ai dettagli, un giorno verrà mostrata verso di te. Ti sei scelta il lavoro perfetto per te, sei bravissima ad ascoltare. Gli altri, parlare. Una sola via, un’unica entrata, un solo messaggio. Forza che svanisce, piccoli pezzi di te che fai ancora fatica a rimettere insieme. Lo sapevi, eppure